7 consigli utili da Shanghai per convivere con il coronavirus

7 consigli utili da Shanghai per convivere con il coronavirus
È innegabile - racconta Yibo Xu - che la prima cosa che faccio ogni giorno, appena sveglio, è prendere il mio cellulare e vedere le ultime notizie sull’epidemia da Coronavirus: dai quartieri circostanti a Shanghai, a Wuhan e poi a tutta la Cina. Ho iniziato a seguire anche i casi in Giappone, poi quelli in Corea alcuni giorni fa e ora quelli in Italia. Vediamo aumentare il numero di persone infette, ci informiamo sui problemi derivati dall’epidemia, ci felicitiamo del coraggio e del grande amore che vediamo nei gesti di innumerevoli persone. Tristezza, turbamento, rabbia, ansia, varie emozioni che si alternano e si sovrappongono- e alla fine rimane solo la stanchezza. L’energia mentale viene consumata dall’enorme afflusso di notizie. Tuttavia, non potendo uscire di casa, bisogna avere cura del proprio stato mentale mentre si presta attenzione all’epidemia. 1. Controlliamo la quantità e i canali di informazione Di fronte al disastro, le voci che girano sono ancora più terrificanti del virus. Una conoscenza adeguata delle notizie sull’epidemia può aiutarci ad aumentare la consapevolezza nella protezione. Per esempio, bisogna indossare una maschera, lavarsi spesso le mani e raccomandare di indossare occhiali protettivi quando capita di trovarsi in luoghi molto affollati. Tutte misure applicate in questo mese in Cina per proteggersi dal rischio infezione. Ottenere le informazioni giuste, credere nella scienza e credere nella professionalità dei medici e degli amministratori è condizione necessaria per avere uno sguardo vigile. Bisogna essere responsabili di noi stessi, delle nostre famiglie e della nostra società. 2. Continuiamo a comunicare con le persone Oltre a chattare con familiari e amici, bisogna anche condividere informazioni e sentimenti. Chiacchierare anche con amici da varie parti del mondo, giapponesi, coreani, thailandesi, cambogiani, vietnamiti, italiani, mediorientali. Gli amici, anche quelli incontrati solo per lavoro, si possono avvicinare ancora di più l’un l’altro attraverso le chat e si possono incoraggiare a vicenda. Trasformare il panico personale e il dolore in una cura e parlare con gli altri può aiutare ad alleviare le sensazioni di paura e isolamento. 3. Non lasciamo spazio al senso di colpa Credo che molte persone siano turbate dalla propria impotenza in una situazione epidemica. Un amico mi ha detto che aveva molto lavoro da fare, ma non riusciva a liberarsi del pensiero di “a che serve farlo?”. In effetti, per la maggior parte delle persone, ciò che possiamo fare al momento è mantenere la nostra salute fisica e mentale e garantire che la nostra vita e il nostro lavoro proseguano correttamente. Bisogna capire che stare in casa è il maggior contributo che si può dare alla campagna contro il diffondersi del virus.
4. Poniamoci alcuni piccoli obiettivi extra lavorativi che possano essere raggiunti in un breve periodo di tempo Finire un libro, imparare nuovi mestieri, studiare e appassionarsi a un nuovo lavoro, guardare una serie tv o un film di qualità: in questo modo mentre distolgo l’attenzione dall’epidemia, riesco anche a riceve degli spunti intellettuali e psicologici positivi. Durante l’epidemia c’è bisogno di continuare a vivere le proprie vite. 5. Non dimentichiamo le buone maniere Se in ufficio tutti si vestono bene, a casa spesso questa abitudine scompare. Nell’ultimo mese, la Cina ha stabilito alcune regole di comportamento: durante le videoconferenze non stare seduti sul water, non stare sdraiati sul letto, non indossare il pigiama, possibilmente lavarsi i capelli. Non è uno scherzo, il suono dello scarico della toilette si è sentito in molte teleconferenze. Avere un aspetto formale e professionale, rappresenta il più alto livello di rispetto verso gli altri. Per esempio, ci si può truccare anche aiutati da un software: mia moglie è una docente universitaria e da un mese tutte le sue lezioni vengono effettuate attraverso Internet. Insomma: il software che utilizziamo può avere anche funzioni glamour! In questo periodo, la gestione delle emoticon può diventare più importante della potenza del tuo Power Point. 6. Creiamoci in casa un’area di lavoro autonoma dalla vita familiare Molti colleghi, che sono rimasti nelle piccole città fuori Shanghai a causa del traffico e delle interruzioni dei trasporti, vivono con le loro famiglie e dopo l’inizio del telelavoro si sono ritrovati ad essere l’unica persona della famiglia a dover lavorare. Durante il lavoro, mamma e papà verranno a chiederti se vuoi mangiare, mentre parli con un cliente il tuo gatto potrebbe saltare dolcemente sulla tastiera... Anche queste piccole complicazioni possono risultare difficili da sopportare. Una soluzione è quella di organizzare uno spazio dedicato solamente al lavoro, impostare l’orario di lavoro e non badare a nessun’altra faccenda durante quel periodo. Inoltre, c’è un altro vantaggio nel fare questo, perché ti aiuta tracciare una linea di separazione tra lavoro e vita privata: seduto alla scrivania sei concentrato sul lavoro, mentre appena lasci il tavolo puoi tornare a goderti i momenti di intimità con la tua famiglia. 7. Troviamo il nostro nuovo ritmo Normalmente il ritmo lavorativo ha un programma collettivo da seguire, passo dopo passo; per esempio, ci sono orari relativamente fissi per i pasti e il lavoro. Ora, all’improvviso, inizia un periodo della vita in cui i ritmi del lavoro e della vita privata cambiano spazio, dimensione e rapporto tra loro. Non è una situazione facile; per questo dobbiamo dedicare più tempo alla pianificazione del nostro tempo: oltre al lavoro, anche il sonno, la dieta e l’esercizio fisico devono essere curati. Contro il nuovo coronavirus, il sistema immunitario è infatti -insieme all’equilibrio psicologico- molto importante. Le cose andranno sempre meglio. Non possiamo sapere il giorno in cui l’epidemia finirà completamente, né possiamo prevedere quando la nostra vita normale potrà essere completamente ripristinata. L’unica cosa che possiamo fare è controllare la nostra mente e le nostre emozioni e andare avanti. Speriamo di poter tornare, il più presto possibile, alla nostra vita quotidiana ma nella sicurezza di tutti!